| .::IL segreto di Barhume.::. |
Giri...tutto secondo natura, gira .
Giri... come i giri della ruota,
come il giro della terra intorno al sole.
Come il capogiro provocato dall’ebbrezza dell’alcool.
Giri…come la rotazione delle sfere sui quadranti;
In quel modo in cui si avvicendano gli schiavi
sotto il potere dei tiranni…
…e come la bestia, gira l’ arrotino…
Reggendo il giogo applicato al collo,
con gli occhi bendati…
ignorando il significato di quei giri…
…ed anche la quantità…
Noi giriamo alla ricerca della felicità. La cerchiamo dentro e fuori di noi, sotto i nostri piedi, quasi fosse il supremo desiderio dell’esistenza, che diventa l’unica meta: eppure se ci avvicinassimo a lei…troveremmo solo miraggi.
Una trappola preparata e pronta, dietro alla quale, noi corriamo affannosamente. Ma che delusione! Bramare quello stato con inquietudine, e dal fine percepire che è ancora distante…
E’ il giorno del fine settimana, il giorno di festa, l’unico dì nel quale mi concedo riposo. Mi occupo semplicemente degli affari miei; non desidero essere incomodato da nessuno, e in questo trovo un grande godimento. Trovo diretto nell’astergere i miei abiti, nell’elaborare le mie cibarie: cibi di ogni sorta, ma soltanto quello che io prediligo,ed esigo che nessuno abbia la facoltà di giudicarli. E’ il giorno nel quale mi sento libero: riposo quando mi pare e mi levo quando ne ho voglia, penso a ruota libera, tiro via i corpi estranei che si sono accumulati nel periodo settimanale sopra i miei occhi e le mie orecchie. In questo giorno ritrovo la mia amante, un piccolo grande amore…L’apparente silenzio viene spezzato dal rintocco delle campane che si scontra con l’eco di rintocchi circostanti; vado alla finestra, la apro ed il freddo mattutino penetra nella mia calda dimora e la mia epidermide diventa pelle d’oca: così accade ogni volta che mi affaccio al davanzale.
Sono diverse le cose che filtrano nel mondo di una persona: di frastuoni provocati dalle macchine, il cinguettio degli uccelli il profumo diffuso dei fiori.
Punto ora lo sguardo lontano, verso i monti ancora di un verde lussureggiante; verso i tetti di quelle poche case disperse, sui pendii ed ai piedi delle montagne, e verso quei ruscelli d’acqua da lungo itinerario, che scendono dall’alto. Punto lo sguardo verso i giardini ben armonizzati tra loro; ai germogli cresciuti sui rami degli alberi e distrutti dalla pioggia acida.
L’autunno ha già spogliato quelle ramificazioni; ad un tratto tutto comincia a dileguarsi fino a trasformarsi in un piccolo punto nel nulla, quasi impercettibile, che infine si dissolve avvizzendo e portando con sé il codice della sua vita…Poi lo sguardo torna a rivedere ancora le case nella loro dimensione reale.
Tutto questo caos mi fa cadere in un abisso di dubbi e di incertezze, non so più cosa mi riservi il domani; quel domani che racchiude in sé l’eventualità delle lontananze, tre, quattro, anche cinque volte distante.
Racchiude in sé tutto ciò che ci sembra irraggiungibile, tutte le immaginazioni che vi si sono incorporate divenendo realtà.
Tutto accade, tutto può accadere, persino che una donna senza mestruo diventi madre…
L’anima si stacca da ogni cosa e viene calpestata sotto la terribile realtà materiale.
Questi pensieri mi passano per la mente mentre sono ancora alla finestra a scrutare le cose…il nulla, da questa apertura dalla quale osservo il mondo, la creazione, il suo aspetto, gli angoli, gli spigoli, le distese, le curve pendenti, le sporgenze e le profondità.
Ciò che mi addolora, stando in piedi in questa posizione, è quell’interrogativo al quale non trovo una risposta adeguata, nonostante abbia tentato diverse volte di trovarne una.
Una domanda che si presenta insistentemente quando non ho pronta la risposta:
chi è alla guida? Chi dispone i comandi? Chi domina su questo mondo? … Forse i microbi? Oppure una forza bruta che possiede le redini della sapienza?
In quanto un uomo, nel mio “io” sento che non saremo mai in grado di possedere nulla; magari, saremo pure convinti di possedere queste redini e tutta la tecnologia più avanzata che ci permetterà, forse, di realizzare i nostri obbiettivi, e perché no?
Non è una cosa vera?Non è vero che possediamo la sapienza? Non è la dimostrazione il fatto che siamo arrivati sulla luna sconfiggendo la forza di gravità e abbiamo raggiunto anche altri traguardi.
Cose nauseanti, solo bugie.
Il mio sguardo si posa ora su alcune donne che stanno passando nella via di fronte con la faccia nascosta dietro una maschera che le rende lucide, brillanti, e di vestiti colorati, splendenti e di prima qualità. Donne nascosta dietro quelle falsità, che le riducono a pagliacci.
Di soprassalto lo squillo del telefono mi risveglia dalla mia distrazione.
Ero così assorto nelle mie meditazioni che stavo quasi per affondare in
quegli abissi; corro versi il telefono e alzo il ricevitore:
- Pronto?
- Sì, sono io!
- Chi? Il dottor Sukan?
- Sì. Sì. Certo!
- I documenti?
- Sì! Li ho tutti qui!
- Ci sono novità?
- Cosaa? Sta per morire?
- Vengo subito da lei!-