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Novità

Questo romanzo è il seguito del Segreto di
Barhume (Fara, 1997) e racconta in modo simbolico
e visionario il confronto-scontro fra culture,
la perdita di identità, le ingiustizie che condannano
alla morte, alla schiavitù, allo sfruttamento
la gran parte dell’umanità, il pericolo di uno
scientismo e di una tecnologia che sfuggono ad
ogni ragionevole controllo etico.
Ahmed Shablul, poeta e critico letterario, recensendo
il Segreto di Barhume dà alcune importanti
chiavi per comprendere anche questa nuova opera
di Ghonim: “La trama si svolge in uno spazio
simbolico, attorno al rapporto tra il Sud e il Nord
oppure tra l’Oriente e l’Occidente, attraverso il
segreto che Barhume porta con sé nel suo viaggio
di ritorno nel paese del padre (...) con la speranza
di ritrovarlo e vivere sotto la sua tutela, dopo
aver vissuto insieme alla nonna materna, la maga
Zendina (...) Il tempo del romanzo è la nostra
epoca moderna ricca di invenzioni e di apparecchiature
mediche capaci di scoprire tutto ci. che
si svolge dentro l’uomo, persino la menzogna.
(…) Dall’altra parte troviamo la gente del villaggio
che è presente soltanto geografi camente, ma
cammina ancora tutt’oggi nelle tenebre (…) non
manca lo scemo del villaggio (…) E Agolungo,
l’intellettuale rivoluzionario (...) Ritornando alla
logica della maga Zendina che desidera possedere
la forza e lasciarla in eredità al nipote Barhume
perché possieda la verità, troviamo la moneta
per possedere la forza: il retto della scienza e il
rovescio della magia.”
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