Ghonim Mohamed

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Il segreto di Barhume (ristampa)

Il segreto di Barhume (ristampa)

In questi giorni di manipolazione genetiche, clonazione e di relativismo incerto fra rassegnazione, disperazione, indifferenza, non possiamo tuttavia negare le profonde ingiustizie, le violenze e le sopraffazioni presenti sul nostro pianeta, l’ineludibile “peso” delle nostre responsabilità, l’importanza che ogni nostra scelta e comportamento – per quanto venato di atarassia – assume sia per il nostro “destino” che per il destino di un prossimo spesso anche lontano. Mohamed Ghonim ci offre in queste pagine una rappresentazione allegorica di questa condizione, di questa temperie in cui ci troviamo immersi. Convivono, in ciascuno di noi, un “Uomo di Fango” e un punto “bianco simile ad una colomba candida assopita su di un ramo“.

L’Uomo di Fango è la nostra parte deteriore (sia individuale che sociale), la zona d’ombra in cui alberga il Male con tutto il suo repertorio di violenza, sopraffazione, razzismo, indifferenza. Si tratta di una sorta di Golem, figura presente anche in cultura africana, come nel caso di Medzoo M’Okos, creatura nata dall’odio e dall’invidia degli umani, la quale, appunto per questo, riassume in sè tutti gli aspetti conflittuali che l’ hanno generata. Non per questo, tuttavia l’uomo deve disperare e abbandonare la ricerca della felicita e della libertà: vi è infatti un residuo di Bene, nel mondo, rappresentato da quel punto bianco che ciascuno di noi nasconde in sè, dispensatore di amore e speranza proprio come la colomba della pace.

Il fatto poi che le forze benefiche, concentrate in una porzione infinitesimale dell’universo (eppure dinamicamente onnipresenti), debbano competere quotidianamente con la “laguna fangosa” che impregna la realtà non deve indurre in inganno:la disparità di mezzi è solo apparente, poiché la forza del beneè tale da essere diffusiva di sè. Questo è il percorso in cui ci guida Barhume:il cammino universale dell’uomo che cerca di riscattarsi dalla dannazione del male per ritrovare alfine in sè stesso le radici autentiche della felicità e della libertà.




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