Ghonim Mohamed

Sito ufficiale del poeta scrittore Ghonim Mohamed

Questi versi esprimono la passione per la vita

Questi versi esprimono la passione per la vita

Questi versi esprimono la passione per la vita, le relazioni umane, il valore di ogni incontro e la fatica dell’addio.

C’è una concretezza sensuale e una capacità visionaria; c’è l’attenzione al particolare e la considerazione per le questione “globali”.

Ghonim è figlio della sua terra, l’Egitto, ma ha saputo inserirsi egregiamente nella nostra comunità e trasportare nella nostra lingua i ritmi, le assonanze, le figure retoriche della poesia orientale (inevitabile l’accostamento del poemetto dialogato “Il mio canto” al Cantico di Salomone: “Aspettami là, accanto al pendio. / Lontano, dove non c’è nulla, / solo il chiarore della luna. / Parleremo una lingua diversa…”, “Oh se potessi / strappare il cuore dalle costole / estrarre le perle dalle mie viscere / per foggiare la rosa nei grappoli di lacrime.”). Sì, perché i suoi versi sono quelli di un poeta che vibra, si mette in gioco, si immerge nella realtà di fango e spirito che è quella dell’uomo, sa riconoscere il divino, e sa che solo con l’amore si può render bella la nostra condizione.

È una lettura a volte spiazzante per noi occidentali, ma che lascia tracce nell’anima toccando corde dal timbro profondo, ecoico, avviluppante.                                                                                         

Facciamo alcuni esempi:

“Si raccolgono / e allontanano la coltre dell’isolamento” (Le gambe).

“Dormono nell’amplesso dei plantari / assopite nell’abbraccio dei palmi” (Le unghie)

“Danza nella notte delle nozze” (L’utero)

“Noi, qua, soffiamo polvere, / respiriamo il suo esalare, / chiediamo all’aria un senso, / formuliamo una preghiera senza risposta” (Lettera di un amico africano).

Non è forse pieno di incisiva bellezza il verso “Le immagini sono diventate leggende”? In poche parole si arriva alla resa dei conti: un mondo (quello occidentale) che vive di apparenza e di illusioni, peraltro costruite e conservate con i “proiettili”…

Questi versi, ci ricordano la forza della parola, se non viene abusata, cioè usata soltanto per illudere e blandire diventando solo fiato privo di senso.

Poesia è fare: queste pagine fanno riflettere, fanno commuovere, fanno piacere.

Alessandro Ramberti.

ghonim

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